Per mesi grain è girato su un telefono solo: il mio. Lo aprivo decine di volte al giorno, ci scrivevo dentro davvero, e ogni cosa che non andava la sistemavo la sera. Da oggi cambia una piccola grande cosa: grain può girare anche sul tuo.
grain entra in closed beta sul Play Store.
Cosa c'è nella beta
Tutto quello che rende grain grain. Non una versione mutilata: l'app local-first completa.
Apri, scrivi un pensiero, premi invio — il timestamp arriva da solo. La home è un flusso continuo su più giorni: scorri indietro e ritrovi ieri, l'altro ieri, la settimana scorsa, ognuno sotto la sua data. La timeline guarda un giorno alla volta, con i grain raggruppati in mattina, pomeriggio e sera, e un calendario che si accende dove le giornate sono state piene. La ricerca risponde per parola o per #tag, e ti mostra quando e quanto torni su un certo argomento. C'è il backup in JSON e Markdown, e c'è il tema chiaro, scuro o automatico.
Quello che non c'è ancora è grain+, la sincronizzazione. È una scelta, non una dimenticanza — ci arrivo tra poco.
Cosa vuol dire "beta"
Voglio essere chiaro, perché "beta" è una parola che ognuno piega come gli pare.
Closed testing significa che la cerco di proposito piccola: un gruppo ristretto di persone che usano grain per davvero e mi dicono cosa si rompe, cosa confonde, cosa manca. Non numeri da esibire — risposte oneste.
C'è anche un motivo tecnico, e tanto vale dirlo: per pubblicare un'app nuova, Google chiede che passi prima da un periodo di test chiuso con un manipolo di tester, per un paio di settimane, prima di aprire le porte a tutti. Quindi questa beta non è teatro: è esattamente il passaggio che serve per arrivare al lancio pubblico fatto bene, invece che di fretta.
Mettiamoci in conto un paio di settimane. A me serve il tempo di ascoltare; a grain serve il tempo di reggere mani diverse dalle mie.
Una faccia nuova
C'è anche una piccola cosa che si vede subito: grain ha finalmente un'icona sua.
Per chi segue il devlog, sa che a un certo punto la palette sabbia e terracotta è saltata, e l'app è diventata bianco, nero e tre grigi — "il terracotta sopravvive solo nel logo". L'icona segue la stessa regola: l'onda del marchio, monocroma, che si adatta al tema chiaro o scuro. Un segno, non un disegno. Sembra un log, ed è esattamente quello che è.
Resta tua
Niente cambia sul principio che tiene insieme tutto: i grain stanno sul tuo dispositivo e basta.
Nessun account da creare. Nessun dato raccolto, nessun tracciamento, nessuna pubblicità. L'app non manda i tuoi pensieri da nessuna parte — e adesso che andiamo sullo store, l'ho messo nero su bianco anche nella privacy. È la cosa più corta che abbia mai scritto, perché non c'è quasi niente da dichiarare. Mi piace così.
grain+, quando sarà pronto
grain+ è il prossimo blocco: sincronizzazione opzionale tra i tuoi dispositivi, cifrata end-to-end, sempre sotto il tuo controllo. Le fondamenta sono già nel codice (ne ho parlato nel post precedente), ma accenderla bene richiede tempo, e non voglio bruciarlo.
Quando sarà pronta, lo saprai. Dentro l'app c'è una lista d'attesa: lasci la mail, ti avviso al lancio, e nel frattempo non succede altro. Nessuna fretta, da nessuna delle due parti.
Come si entra
Se vuoi essere tra i primi a tenere grain in mano, scrivimi a ciao@get-grain.app: ti mando l'accesso alla beta e ti spiego come installarla.
Il resto lo scopri usandola. Che poi è sempre stato il modo migliore per capire grain — e, a quanto pare, anche per costruirlo.
Per mesi ho avuto un solo tester, ed ero io. Da oggi, magari, sei tu. Ogni momento, al suo posto.